Da una disputa sul mutuo nasce un sequestro agghiacciante: una storia vera che torna al cinema e riflette rabbia, potere e disperazione
ERA L’8 FEBBRAIO 1977 quando, a Indianapolis, un uomo qualunque, decise di trasformare
una disputa finanziaria in un incubo nazionale.
Tony Kiritsis entrò negli uffici della Meridian Mortgage Company e prese in ostaggio il suo presidente, Richard O. Hall, puntandogli contro un fucile a canne mozze. Al grilletto era
collegato un cavo fissato al collo della vittima che avrebbe fatto partire il colpo al minimo movimento. Un meccanismo crudele, tanto semplice quanto irreversibile.
In poche ore la notizia fece il giro del Paese, alimentando una tensione che sembrava uscita da un thriller, ma era cronaca pura. A riportare questa storia disturbante sul grande schermo è Gus Van Sant, che ha presentato Dead man’s wire all’ultima Mostra del Cinema
di Venezia, fuori concorso. Il regista statunitense, due volte candidato all’Oscar per Will Hunting (1998) e Milk (2008), ha costruito gran parte della sua filmografia attorno alle crepe dell’America contemporanea: solitudini, violenze improvvise, fratture sociali che covano sotto la superficie. Basti pensare a Elephant, Palma d’Oro a Cannes nel 2003, ispirato al massacro della Columbine High School: un racconto asciutto e implacabile di una violenza che continua a ripetersi. Non sorprende quindi che anche Dead man’s wire risuoni in modo inquietante con l’attualità. Il film era in produzione mentre esplodeva il caso di Luigi Mangione, il giovane accusato dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato della United Healthcare. “Questo ha reso il progetto non solo attuale, ma anche scomodo”, ha spiegato Van Sant. “Spero che il film non provochi troppa angoscia, anche se
riflette i tempi difficili che stiamo vivendo”.
Nei ruoli principali Bill Skarsgård – già visto in It, Nosferatu e The Crow – nei panni di Kiritsis, e Dacre Montgomery, l’indimenticabile Billy Hargrove di Stranger Things, in quelli di Hall. A completare il cast, nomi del calibro di Al Pacino, Cary Elwes e Colman Domingo.
Al centro del racconto c’è la disperazione di un uomo che si sente tradito dalla banca che gestisce il suo mutuo, convinto di essere stato sfruttato proprio nel momento di maggiore fragilità.
Una rabbia che si trasforma in ossessione e poi in gesto estremo, nel tentativo disperato di riprendere il controllo della propria vita, costringendo tutti – ostaggio, polizia, media – dentro una spirale di decisioni impossibili. Fondamentale anche la colonna sonora narrativa del film: la voce di Fred Temple, speaker radiofonico e unico interlocutore del sequestratore
durante le estenuanti trattative.
Nella versione italiana, a prestargli timbro e profondità è Mario Biondi, la cui voce iconica accompagna lo spettatore dentro una storia tesa, claustrofobica e drammaticamente attuale.
Regia: Gus Van Sant
Cast: Al Pacino, Bill Skarsgård, Cary Elwes, Colman Domingo, Dacre Montgomery, Myha’la Herrold, John Robinson, Jordan Claire Robbins, Stephanie Bertoni, Todd Gable, Kevin Ragsdale, Donald K. Overstreet, Katie Kinman, Mark Helms
Genere: Drammatico, Storico
Distribuzione: Bim Distribuzione
