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LE COSE NON DETTE

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Tra Roma e Marocco, Muccino rimette al centro coppie e amicizie: i non detti che logorano più delle esplosioni.

Sullo sfondo di un viaggio tra Roma e Marocco, il regista rimette al centro coppie, amicizie e quella zona grigia in cui il silenzio diventa una scelta. Ci sono frasi che non si dicono per educazione, per paura, per stanchezza. E poi ci sono quelle che non si dicono perché, a forza di rimandarle, diventano parte dell’arredamento emotivo: invisibili, ma decisive. Le cose non dette, il nuovo film di Gabriele Muccino in arrivo al cinema dal 29 gennaio 2026,
parte da qui: dall’idea che spesso non è l’esplosione a far saltare una relazione, ma la lenta sedimentazione di ciò che resta in gola. Muccino torna a un territorio che gli appartiene — la coppia come campo di forze, la famiglia come luogo instabile, il sentimento come materia viva e contraddittoria — ma lo fa con un dispositivo narrativo chiaro: un viaggio che diventa cartina di tornasole. Protagonisti sono Carlo ed Elisa, una coppia romana “di successo” che si scopre meno solida di quanto racconti a se stessa. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi, lei una giornalista riconosciuta anche fuori dall’Italia; insieme partono
per il Marocco con gli amici di sempre, Anna e Paolo, e con la figlia adolescente di questi ultimi. Il cast — Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini — riunisce volti capaci di sostenere l’urgenza dialogica del cinema di Muccino, quel modo di far emergere la verità non solo nelle parole, ma nel modo in cui le parole vengono evitate. Sullo sfondo, un incontro destinato a spostare gli equilibri: Blu, giovane studentessa di filosofia legata al mondo di Carlo, presenza che innesca attriti e rivelazioni, spingendo i personaggi fuori dalle  posizioni comode. Il film è tratto dal romanzo Siracusa di Delia
Ephron (che firma anche la sceneggiatura insieme a Muccino) e promette di tenere insieme i suoi temi classici — fragilità maschile, desideri che cambiano, relazioni che chiedono coraggio — con una messa in scena “da trincea emotiva”: discussioni, silenzi, improvvisi scarti di tenerezza e crudeltà, in una geografia che alterna Roma e il Marocco come due specchi opposti.
A completare il quadro c’è anche la musica: Mahmood è coinvolto nella colonna sonora, dettaglio che conferma la volontà di Muccino di dialogare con un presente sentimentale e culturale molto riconoscibile. Muccino torna alla regia, invitando lo spettatore a guardare la cosa più difficile da ammettere. Che spesso non sono le parole a ferire, ma quelle che scegliamo di non pronunciare.

Regia: Gabriele Muccino
Cast: Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Beatrice Savignani, Margherita Pantaleo
Genere: Drammatico
Distribuzione: 01 Distribution

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