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giovedì, Maggio 21, 2026
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Riccione a Cannes. Nel corso del Festival di Cannes, all’Italian Pavilion, sono state presentate le prime anticipazioni della 15ª edizione di Ciné – Giornate di Cinema.

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Al Festival di Cannes, all’Italian Pavilion, sono state presentate le prime anticipazioni della 15ª edizione di Ciné – Giornate di Cinema. Una manifestazione che genera un impatto economico sul territorio per 2,26 milioni di euro (Indagine Trademark) confermando il valore strategico di Ciné non solo per il comparto cinematografico nazionale, ma anche per l’economia turistica e commerciale, con effetti rilevanti in particolare nei settori dell’ospitalità, della ristorazione, dei trasporti e dei servizi.

L’evento, promosso da ANICA in collaborazione con ANEC e con la partecipazione di ACEC, si svolgerà a Riccione dal 30 giugno al 3 luglio, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna, della Emilia-Romagna Film Commission e del Comune di Riccione. Prodotta e organizzata da Cineventi, la manifestazione si conferma così uno degli appuntamenti di riferimento per l’industria audiovisiva italiana.

La manifestazione anche quest’anno conferma la sua duplice natura. Accanto agli appuntamenti industry, i riflettori di Ciné si accenderanno sulla riviera riccionese a partire da sabato 27 giugno con gli appuntamenti di Ciné in Città nell’Arena a cielo aperto in Piazzale Ceccarini. A inaugurare la rassegna, l’anteprima del film tv Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano, diretto da Andrea Porporati, alla presenza dell’attore protagonista Giuseppe Zeno. Il film è prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission. Opera realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo – Ministero della Cultura.

Tra i messaggi istituzionali dedicati alla prossima edizione di Ciné, quello della Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni:
“Presentare a Cannes la prossima edizione di Ciné significa portare il talento della nostra industria su una delle passerelle più importanti del cinema. Un momento di confronto unico, che ogni anno mette in rete professionisti, idee e nuovi percorsi, e che continua a rafforzare tutta la filiera e dimostra quanto il cinema italiano sappia dialogare con il mondo, mantenendo salde le sue radici e guardando con coraggio al futuro. In questo percorso, il lavoro di distributori e produttori è fondamentale: sono loro a costruire un’offerta capace di attrarre il pubblico con il meglio del cinema italiano e internazionale, garantendo alle sale una programmazione ricca e di qualità. Le sale cinematografiche restano il cuore pulsante dell’esperienza audiovisiva: presidi culturali e sociali insostituibili che trasformano un film in un momento collettivo. È con iniziative come questa che il nostro Paese continua a sostenere con forza la creatività, il talento e l’industria culturale italiana, anche nel suo legame con i territori”.

“Presentare la 15ª edizione di Ciné al Festival di Cannes consolida il posizionamento di Riccione quale interlocutore privilegiato dell’industria cinematografica – dichiara Sandra Villa, vicesindaca e assessora alla Cultura del Comune di Riccione, intervenuta alla presentazione a Cannes insieme all’assessore al Bilancio Alessandro Nicolardi – La manifestazione ha saputo costruire negli anni un equilibrio virtuoso tra il rigore del momento professionale e la vocazione divulgativa verso il pubblico, un binomio che trova la sua sintesi ideale nella nostra città. In questa edizione, la proposta culturale si amplia significativamente con la mostra di Adolfo Franzò a Villa Franceschi, che porta il linguaggio del ‘piano sequenza’ nella fotografia, e con il rinnovo del Ciné Camp, fondamentale per l’educazione all’immagine delle nuove generazioni. Oltre al valore intellettuale e artistico, Ciné rappresenta per Riccione un asset strategico, capace di generare ricadute economiche concrete e qualificate. Siamo pronti ad accogliere la filiera del cinema per un confronto che, partendo dai numeri, sappia guardare al futuro della cultura nel nostro Paese”.

 

Prosegue per il settimo anno, anche il palinsesto speciale pensato per i più giovani con Ciné Camp – Il camp di cinema per gli under 18, la sezione di cinema dedicata ai ragazzi e alle ragazze da tutta Italia, in collaborazione con Giffoni Film Festival. Dal 30 giugno al 3 luglio, i giovani partecipanti assisteranno alla proiezione di film selezionati appositamente dal team di Giffoni, affrontando temi legati all’adolescenza e alle sfide del mondo contemporaneo, e laboratori dedicati ai mestieri del cinema.

Ciné N.15 sarà inoltre nuovamente il contesto in cui ANICA conferirà il Premio ANICA 80, istituito nel 2024 in occasione dell’80° anniversario dalla fondazione dell’Associazione e presentato per la prima volta proprio a Ciné attraverso una serie di iniziative dedicate.
Pensato per valorizzare i nuovi talenti del cinema italiano, il riconoscimento torna quest’anno a premiare il successo commerciale delle opere prime, accendendo i riflettori su alcune delle voci emergenti più interessanti del panorama nazionale.

I film premiati in questa edizione saranno Notte prima degli esami 3.0 di Tommaso Renzoni, Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi e Gioia mia di Margherita Spampinato.

Nel corso della serata verrà inoltre assegnato il Premio Speciale ANICA “Opera Prima Campione d’incassi”, destinato al film d’esordio che ha registrato il miglior risultato al botteghino senza vincoli legati all’età del regista o al budget di produzione. Per questa edizione, il riconoscimento sarà conferito a Oi vita mia di Pio e Amedeo.

Anche quest’anno verrà assegnato il Premio Speciale “Dalla pagina al grande schermo”, che richiama il progetto ANICA realizzato in collaborazione con la Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del MiC sul rapporto tra cinema e scrittura. Per questa edizione, verrà premiato il film Le assaggiatrici di Silvio Soldini.

Durante la cerimonia di premiazione, in programma il 2 luglio nella suggestiva cornice dell’Arena di Piazzale Ceccarini, oltre alle registe e ai registi, saranno premiati anche i produttori, i distributori, le attrici e gli attori protagonisti delle opere selezionate.

Nel corso della stessa serata, ANICA conferirà inoltre il tradizionale premio intitolato a Mina Larocca, Direttore Generale dell’Associazione scomparsa prematuramente nel 2020. I due Premi Mina Larocca saranno assegnati a una manager e a un’imprenditrice del settore cinematografico, audiovisivo e digitale, per il loro contributo professionale e umano all’industria.

Alla presentazione sono intervenuti: Giorgio Carlo Brugnoni (Direttore Generale Cinema e Audiovisivo – Ministero della Cultura), Alessandro Usai (Presidente ANICA), Luigi Lonigro (Vicepresidente Vicario ANICA), Paolo Orlando (Presidente Unione Editori e Distributori Cinematografici ANICA), Federica Lucisano (Presidente Unione Produttori ANICA), Fabrizio Larini (Presidente ANEC), Piera Detassis (Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello e Editor at Large Cinema & Entertainment Hearst Italia), Fabio Abagnato (Responsabile Emilia-Romagna Film Commission e Vicepresidente Italian Film Commission), Sandra Villa (ViceSindaca e Assessora alla Cultura del Comune di Riccione), Nicola Corigliano (Coordinatore Desk Specialistico Media & Cultura di Intesa Sanpaolo), e Remigio Truocchio (General Manager Ciné).

 

MAGGIO 2026

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Ai David di Donatello 2026, trionfa “Le città di pianura” di Francesco Sossai

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A bocca asciutta La grazia di Paolo Sorrentino (aveva 14 candidature) e Queer di Luca Guadagnino(ne aveva 5).

 

Una notte trionfale per “Le città di pianura” di Francesco Sossai, che ha vinto i principali David come Miglior Film e per la Miglior Regia e altri 8 riconoscimenti – per Produzione, Sceneggiatrice Originale, Miglior Attore Protagonista (Sergio Romano), Casting, Canzone Originale, Montaggio – per un totale di 8 David su 16 candidature.

Grande protagonista è stata Aurora Quattrocchi, Miglior Attrice per Gioia mia, il film di Margherita Spampinato. Matilda De Angelis ha vinto il David come Miglior Attrice Non Protagonista per Fuori di Mario Martone, con lo stesso premio al maschile per Lino Musella per Nonostante. Migliori Costumi a Primavera. II David alla Carriera al regista Gianni Amelio, il David Speciale a Bruno Bozzetto e il Premio Speciale Cinecittà David 71 a Vittorio Storaro.

tutti i vincitori 

Miglior film: Le città di pianura di Francesco Sossai

Miglior regia: Le città di pianura – Francesco Sossai

Miglior esordio alla regia: Gioia mia Margherita Spampinato

Migliore sceneggiatura originale: Le città di pianura – Francesco

Sossai, Adriano Candiago

Migliore sceneggiatura non originale: Le assaggiatrici – Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia

Calenda, Ilaria Macchia

Miglior produttore: Le città di pianura – Marta Donzelli e Gregorio Paonessa (Vivo Film)

Miglior attore protagonista: Sergio Romano (Le città di pianura)

Miglior attrice protagonista: Aurora Quattrocchi (Gioia mia)

Miglior attore non protagonista: Lino Musella (Nonostante)

Miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis (Fuori)

Migliore fotografia: La città proibita – Paolo Carnera

Migliore colonna sonora: Primavera – Fabio Massimo Capogrosso

Miglior canzone originale: «Ti» da Le città di pianura, di KRANO

(Marco Spigariol)

Migliore acconciatura: Marta Iacoponi – Primavera di Damiano

Michieletto

Miglior film internazionale: Una battaglia dopo l’altra – Paul

Thomas Anderson

Miglior documentario: Roberto Rossellini – Più di una vita – Ilaria de Laurentiis, Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara

Miglior cortometraggio: Everyday in Gaza – Omar Rammal

David Giovani: Le assaggiatrici – Silvio Soldini

David dello spettatore: Buen Camino – Gennaro Nunziante

David alla carriera: Gianni Amelio

David speciale: Bruno Bozzetto

A Wes Anderson il Fellini Award Rimini 2026. Il regista sarà premiato martedì 21 aprile al Teatro Galli

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Wes Anderson un grande regista e sceneggiatore del panorama internazionale, autore di un universo visivo inconfondibile, da cui sono nate opere iconiche come I Tenenbaum, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel e Asteroid City.

Un viaggio in Italia. E all’improvviso l’idea di rispondere ad un invito sospeso che attendeva solo l’occasione giusta per essere raccolto. L’invito a conoscere quella città oniricamente dipinta in Amarcord, quella stessa città che oggi ambisce a coltivare la poetica e la visione di chi, quell’Amarcord, l’ha diretto e regalato al patrimonio della cinematografia mondiale.

Nasce da questa scintilla l’incontro tra Rimini e Wes Anderson, uno tra i registi più originali e influenti del cinema contemporaneo, a cui la Città ha scelto di assegnare il Premio Fellini 2026.
Dopo Alfonso Cuarón, insignito del riconoscimento lo scorso dicembre, questa seconda edizione del rinato Premio va dunque ad un’altra grande voce del panorama internazionale, autore di un universo visivo inconfondibile, da cui sono nate opere iconiche come I Tenenbaum, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel e Asteroid City. Un universo espressivo unico che lo rende immediatamente riconoscibile, così come avviene per Fellini, tanto da entrare entrambi nel dizionario: andersoniano, felliniano. Basta un frammento, un’inquadratura, un dettaglio cromatico, un abito per coglierne il “DNA”.
Un legame artistico, quello tra Anderson e Fellini, che sarà al centro della cerimonia di premiazione in programma martedì 21 aprile alle ore 16 al Teatro Galli, con il cineasta statunitense protagonista di una conversazione con Gian Luca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, ente partner del Comune di Rimini nell’organizzazione del Premio.
Già da tempo avevamo invitato Wes Anderson a Rimini, per fargli conoscere il progetto museale ispirato a Federico Fellini – spiega il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad – Un invito che il regista ha deciso di raccogliere in concomitanza di questo suo ultimo viaggio in Italia. Abbiamo ritenuto fosse l’occasione giusta, al momento giusto, per consegnarli il riconoscimento che naturalmente si sposa con Anderson, per quel legame artistico e poetico che lui stesso ha più volte esplicitato con l’opera di Federico Fellini. Non a caso il suo nome era stato inserito nella rosa ristretta di artisti internazionali allorché, oltre un anno fa, si ragionava su sostanza e forma di questa nuova stagione del premio Fellini. Dopo Alfonso Cuarón dunque accogliamo a Rimini un’altra tra le voci più originali e significative del cinema mondiale, proseguendo quel percorso che abbiamo riavviato e che vede il rinato premio Fellini non come un ‘semplice’ riconoscimento agli eredi del Maestro – e per questo slegato dalla canonicità di una data fissa – ma come un motore di conoscenza, creatività, incontro anche in chiave internazionale”.
“Per la capacità di inventare e dare vita a mondi originali, Wes Anderson è un artista molto vicino a Federico Fellini – aggiunge il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli,coordinatore del Premio – difficile immaginare un candidato migliore per questa seconda edizione del rinnovato Premio Fellini”.
Ci riempie di orgoglio pensare come nell’arco di soli quattro mesi Rimini possa essere punto di approdo di due colonne del cinema mondiale contemporaneo come Cuarón e Anderson – sottolinea l’assessore alla cultura Michele Lari – Un risultato forse impensabile fino a poco tempo fa e che nasce da un’idea: quella di mettere al centro l’opera di Fellini e il Museo diffuso che da essa trae ispirazione al centro di una traiettoria di crescita culturale e creativo della città. Ringraziamo la Fondazione Cineteca di Bologna e il suo direttore Farinelli per questa collaborazione che ci consente di proseguire e rilanciarci in questo percorso”. 
Il premio
C’è una frase di Wes Anderson su Amarcord, nel film intervista di Francesco Zippel Fantastic Mr. Fellini, che può diventare la chiave d’accesso a questo riconoscimento: “Amarcord è uno di quei film che più li studi con attenzione e meno li comprendi”. Non è una resa, ma una dichiarazione poetica. Significa che il cinema di Federico Fellini — e, per affinità profonda, anche quello di Anderson — non si lascia esaurire dall’analisi o chiudere in un’interpretazione definitiva. È un cinema, il loro, che cresce nello sguardo di chi lo osserva, che vive di stratificazioni, di memoria, di sogno. Il conferimento del Premio Fellini a Wes Anderson non è solo un omaggio, ma il riconoscimento di una parentela artistica. Due cineasti lontani nel tempo e nello spazio, ma uniti da una stessa idea di cinema: un’arte che non si lascia possedere del tutto, che invita a perdersi per poter vedere davvero, che, appunto, più la studi e meno la comprendi.
Modalità di partecipazione
La partecipazione alla cerimonia di premiazione di Wes Anderson in programma martedì 21 alle ore 16 al Teatro Galli è ad ingresso libero con prenotazione su ticketlandia.com.
Sarà possibile accedere senza prenotazione fino a esaurimento posti.
Info su: fellinimuseum.it