Il suo sguardo, il suo carisma e la sua eleganza rimarranno impressi per sempre nella storia del cinema
Robert Redford è morto “nel sonno” nella sua casa a Sundance, Utah, dove viveva ed era molto legato. Secondo la sua ufficio stampa (publicist Cindi Berger), era “il posto che amava, circondato da chi lo amava”. Al momento, non è stata resa pubblica la causa della morte.
Il cinema perde una delle sue grandi icone. Il suo talento ci ha regalato classici come ‘Due uomini e un destino’, ‘”Il colpo’, ‘Tutti gli uomini del presidente’ o ‘ La mia Africa’. È stato un grande promotore del cinema indipendente: ha fondato il Sundance Institute e il Sundance Film Festival, strutture che hanno dato spazio a registi emergenti e opere fuori dai circuiti tradizionali. Co-star iconici (Barbra Streisand, Meryl Streep, Jane Fonda) e altro ancora. Lascia 2 figli ancora vivi, Amy e Shauna e 6 nipoti. Redford ha lasciato un’eredità indelebile: storie che emozionano, ispirano e trascendono generazioni.
A 40 anni Redford si era dedicato alla regia e vinto un Oscar già con la sua opera prima, “Gente Comune” (1980), film sulla disgregazione di una famiglia dell’alta borghesia dopo la morte di un figlio. La pellicola ottenne altri tre Oscar, incluso quello per il miglior film

