ROBERT PATTINSON DIVENTA CHRIS HANSEN NEL FILM DI LANCE OPPENHEIM SULLA
DERIVA SPETTACOLARE DELLA TELEVISIONE AMERICANA
PEDOFILI, TELECAMERE NASCOSTE E AUDIENCE: QUANDO LA CACCIA AL MOSTRO DIVENTA SPETTACOLO DA PRIMA SERATA
Prima dei social, delle shitstorm e dei processi celebrati online, c’era la televisione. E
aveva già capito quasi tutto. Bastavano una casa, qualche telecamera nascosta, un’esca
e un uomo convinto di incontrare un minorenne. Poi entrava Chris Hansen e la trappola diventava spettacolo. Era To Catch a Predator, segmento di Dateline NBC che a metà anni Duemila trasformò la caccia ai predatori sessuali in uno dei fenomeni più controversi della televisione americana. È da lì che parte Primetime, esordio nella finzione del documentarista Lance Oppenheim. A interpretare Hansen è Robert Pattinson, ancora
una volta lontanissimo dalla rassicurante idea di divo. Il suo è un uomo ossessionato
dal controllo e dalla costruzione della scena, consapevole che smascherare un possibile
predatore non basta. Servono un’inquadratura, un’attesa, un ingresso studiato, una frase capace di restare impressa. Ed è proprio qui che Primetime trova la sua parte più interessante. Oppenheim non racconta soltanto Hansen, ma il meccanismo che lo ha reso possibile. La fame del pubblico, l’ambizione del network, il cortocircuito tra giornalismo e intrattenimento, tra realtà e performance. Un sistema nel quale persino la condanna morale deve sottostare alla regola più elementare della televisione: qualcuno deve continuare a guardare.
Lo stesso regista ha definito To Catch a Predator uno «spettacolo della punizione», capace
di trasformare l’indignazione morale in appuntamento televisivo. Anche visivamente Oppenheim torna all’inizio degli anni Duemila. Immagini sgranate, monitor, videocamere
di sorveglianza e split screen costruiscono un mondo nel quale ogni cosa può essere osservata e riprodotta. Un’estetica volutamente sovraccarica che diventa parte del discorso
del film: mentre Hansen cerca i suoi mostri, Primetime continua a ricordarci che dall’altra
parte della telecamera esiste sempre qualcuno disposto a guardarli. La caccia televisiva
incontra le proprie conseguenze e quella divisione apparentemente perfetta tra colpevoli
e giudici comincia a diventare meno rassicurante. È qui che un film ambientato nel 2006
finisce per parlare soprattutto del presente. Sono cambiate le telecamere, il televisore ha lasciato spazio allo smartphone e la gogna non ha più bisogno di aspettare la prima serata.
Il principio, però, ci è terribilmente familiare: guardare qualcuno cadere e sentirsi, almeno per qualche minuto, dalla parte giusta dello schermo.
Regia: Lance Oppenheim
Cast: Robert Pattinson, Skyler Gisondo, Anna Faris, Merritt Wever,Bokeem Woodbine, Jonathan Lipnicki, Ty Johnson, Sean Bridgers, Matthew Maher
Genere: Drammatico
Distribuzione: I Wonder Picture
